Stabilità tartarica come strumento di qualità

Stabilità tartarica come strumento di qualità

In occasione della 10a edizione di Enoforum (Vicenza, 16-18 maggio 2017) Enologica Vason e Ju.Cla.S., in collaborazione con  Oenobrands, hanno voluto mettere in evidenza il pensiero degli enologi riguardo un tema attuale come quello della stabilità tartarica, esaminando e discutendo l’argomento sia da un punto di vista enologico che impiantistico mediante una tavola rotonda gestita dalla dott.ssa Barbieri, docente in marketing management all'UniMI "Sacro Cuore".

L'evento, innovativo nella sua struttura "aperta", ha ottenuto un notevole successo di partecipazione, sia per il tema d'attualità sia forse proprio perché impostato su un dialogo fra ricercatori e tecnici indipendenti.

La domanda che ha dato il via al dibattito è stata: Si può garantire la massima stabilità tartarica valorizzando l’autenticità organolettica del vino?

Dopo un breve excursus storico da parte del professor Michael Moutounet sulle diverse tecnologie a disposizione, c'è stata l'apertura al dialogo fra i partecipanti che hanno analizzato questo aspetto tecnico dal punto di vista delle cantine. 

All'incontro hanno partecipato:

  • Christian Scrinzi, direttore enologico e coordinatore del Gruppo Italiano Vini
  • Udo Gruber, direttore della cantina Rotkäppchen-Mumm, azienda leader per la produzione spumantistica
  • Riccardo Brighigna, enologo della cantina Tollo e consulente operante  a livello nazionale
  • Michael Moutounet, INRA, professore universitario e ricercatore

Guarda il video

 

M. MOUTOUNET, INRA, U. GRUBER, Rotkäppchen-Mumm, E. BARBIERI, Univ. Cattolica di Milano, R. BRIGHIGNA, Cantina Tollo, C. SCRINZI, GIV

Pubblicato su infowine.com - l'11/12/2017.